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1966 - I RACCONTI DI MARIO MUO BIAGIO

Nel periodo degli anni 60 lavoravo come infermiere all ospedale cottolengo di pinerolo. ho lavorato nel 62....63...,.64.....65, tutto andava bene, ma qualcosa va sempre per storto il giorno 17 settembre arrivo la cartolina precetto per la visita militare guarda caso io ero in ferie per 5 giorni il bello che non ero a pinerolo ero a paesana finito i giorni di ferie arrivo tranquillo a pinerolo ma non vado all ospedale. alla mattina prendo e vado all ospedale a lavorare. feci il mio lavoro senza sapere niente dopo mezzora mi mando a chiamare il primario corsi subito da lui pensando che avessi fatto qualcosa che non andava invece no appena mi vide mi disse e arrivata la cartolina che devi andare a fare la visita militare, difatti la lessi e mi ero accorto che ero in ritardo di 2 giorni feci al primario sono messo molto male mi fa perche. sono in ritardo e ce pericolo dellla diserzione , il primario sapendo che ero molto amico del maresciallo dei carabiniri mi fece vai subito da lui e parla con lui, corsi subito in caserma dal maresciallo e gli dissi tutto gentilmente mi disse mario stiamo calmi, non preoccuparti che al distretto ti accompagno io. la mattina presto verso le 7 partimmo per torino, appena arrivati il maresciallo ando a parlare con il colonnelo dopo 20 minuti torno giu e disse tutto a posto puoi rimanere coi tuoi amici di leva e sono rimasto con loro, tutti incuriositi mi chiedevano cosa era successo dissi ho ritardato 2 giorni euno di loro mi disse son cose che capitano poi siamo entrati al distretto militare per la visita siamo stati li fino alle 6 poi siamo usciti abbiamo fatto un giretto alle 19 \ 30 siamo andati al ristorante tutti bardati di tricolore ci siam messi a tavola a mangiare nel frattempo entro uno con la fisarmonica e ha cominciato a suonare la marcia dei coscritti non vi dico che baldoria cera in qul ristorante, addirittura dei clienti si facevano fare le foto con noi, ci siamo messi a ballare con delle belle ragazze si e cantato ma non siamo andati fuori dai limiti poi verso le 23 siamo ritornati al distretto perche si dormiva li insomma abbiamo passato 6 giorni stupendi sempe vestiti da coscritti, la domenica tornarono tutti a casa meno io perche volevano portarmi all ospedale per la visita agli occhi difatti la mattina mi portarono....però devo dire che mi son trovato bene ci sono stato dal primo di ottobre fino al 19 di novembre. poi sono partito alla volta di pinerolo poi sono rientrato a lavorare e il primo gennaio del 66 si partiva per il c.a.r qui anchio mi vennero qualche lacrimuccia lasciare pinerolo ma poi mi passo per noi del 66 sono state sei giornate fantastiche girando per torino vestiti da coscritti le ragazze ci dicevano che bei fjol a partu a fe il sulda in breve sono stati i giorni piu belli della mia vita

 

Primo giorno di naia ......ore 7 \ 30 \ partenza da torino per cuneo al c.a.r. il treno parte noi tutti tranquilli, ad un certo punto mi alzo e vado negli scompartimenti a vedere se tutto era a posto, ma vedevo tanti ragazzi che piangevano, mi facevano tenerezza da me pensavo forse vengano da lontano dispiace lasciare i genitori allora ho cominciato a battere le mani. dicendo ragazzi questo non e il treno del pianto e il treno dell allegria forza ragazzi cantiamo sul cappello che noi portiamo ce una lunga penna nera alcuni ragazzi che piangevano e poi si sono ripresi mi dissero mario ma noi il cappello alpino non lo abbiamo e be ho detto io prima o dopo ce lo daranno poi ad un certo punto venne il capotreno chiedendo i biglietti io facendo una battuta dicendo ragazzi avete il biglietto nooooooooooo il capotreno mi chiese come mai, mi rivolsi gentilmente col sorriso....gli mormorai all orecchio a dire il vero paga lo stato noi partiamo a fare il soldato poi tutti insieme ridendo mi dissero certo mario sei proprio buffo, in quell istante venne uno che era uno di noi si rivolse a me con aria superba mi disse finiscila di fare il buffone, gli risposi prima di tutto non sono un buffone sto solo far sorridere i ragazzi che vengono da lontano, secondariamente cerca di allontanarti perche io sono pericoloso, un mio amico di pinerolo si alzo e con voce cupa li disse te non conosci mario ma io si percio allontanati piu che puoi da lui se lo fai bene se no lui puo scattare da un momento all altro che non ti accorgi nemmeno a dire il vero ero esausto di questo tizio che tutto il tempo del viaggio offendeva ho sempre sopportato fino all ultimo quando siamo arrivati qua alla vian cominciavo a esplodere dalla rabbia quando ci incamminammo verso il cancello, mi avvicinai a questo tizio li feci spero che tu abbia finito di rompere e tutto il viaggio che ti sopporto ora sono esausto mi rigirai con un destro gli feci sanguinare la bocca,, accorse subito l ufficiale di picchetto che ci porto dentro..nelle patrie galere questo fu il mio primo giorno di naia..... il mattino successivo venne da me il capitano gallini mi disse mario mi hanno detto che alll ospedale dove lavoravi come infermiere eri un bravo ragazzo cosa ti sta succedendo raccontai il tutto al capitano quello che e successo sul treno e dissi anche che il mio amico di pinerolo lo aveva avvertito ma non gli ha dato ascolto, a questo punto il capitano mi disse mi raccomando se ce qualcosa vieni da me io ero libero come un uccellino prende il volo l altro e rimasto dentro per una settimana questo e stato il primo giorno.....fantastico

 

Dunque il 10 \1 \ 1966 sono arrivato a c.a.r a cuneo alla caserma ignazio vian a san rocco castagnaretta questo era il mio gruppo io sono seduto in basso con la scritta mario muo sul cappello alpino me la mandata un mio ex commilitone ricordandomi che ne facevo di cotte e di crude allora ero un po imbranato... ma col passar del tempo cominciai a capire tante cose, finito il c.a.r il 18 \ 4 \ 66 \ inizia..una nuova era al battaglione susa di pinerolo...qui cominciai veramente a capire cosa vuol dire la disciplina e tante altre cose che non sapevo, comunque per farla breve devo dire che il b.t.g. susa mi ha fatto diventare un vero uomo e un vero soldato per me e stato un grande onore essere un alpino del susa, mi ha cambiato la mentalita di rispettare le persone di aiutarle di rispettarle e amare la nostra patria e la nostra bandiera...questo e il susa

 

Appena entrati alla berardi il primo giorno ci hanno mandato nelle camerate a sistemare lo zaino e la branda, poi ci lasciarono liberi nel senso che potevamo andare al bar della caserma ho sul piazzale ha fumarci una sigaretta ho stare a raccontarci le nostre avventure al c.a.r. poi si andò a cena finito di cenare sono andato al bar insieme ai miei commilitoni e altri della caserma e abbiamo fatto subito amicizia e ci siamo raccontati un po le nostre storie...dopo un po uscirono quasi tutti in libera uscita e io e miei amici siamo andati in camerata a letto sapendo che il giorno dopo ci aspettava il duro lavoro noi eravamo tutti alla c.c.s il mattino
seguente si fece l alzabandiera poco dopo venne un tenente gia di mia conoscenza mi disse, tò guarda chi si vede il nostro alpino mario mi chiese come stavo gli risposi che stavo bene poi mi fece ti do un incarico molto facile feci io quale vedi il piazzale e tutto tuo prendi la ramazza e lo pulisci, e cosi feci, dopo un ora e mezza avevo finito, oltre il piazzale di mansioni avevo l infermeria da pulire poi dovevo andare a pulire la sala ufficiali e finivo sempre a mezzogiorno, poi andavo al rancio, mi riposavo un oretta e poi andavo col magazziniere a sistemare il magazzino viveri fino allora di cena dopo cena mi fermavo mezzora per un caffè e fumare una sigaretta poi andavo a pulire la cucina fino alle otto dopo andavo a letto perche ero stanco queste erano le mie mansioni, pero a volte mi mettevano caporale di giornata, ho se no andavo in cucina a lavare le pentole, ho andavo a dare una mano alle salmerie. ho andavo a pulire i mezzi dipendeva dal tenente come impostava i servizi. dopo 2 mesi non facevo i servizi vari incominciarono ha mettermi di sentinella 24 su 24 prima la bandiera poi smontavo veniva un altro al posto mio e io andavo alla polveriera, finivo alla polveriera, montavo alla porta centrale poi ai carburanti, poi al ufficio del colonnello, lo fatto per tre mesi, poi un giorno venne da me il tenente medico e mi disse siccome l infermiere che ho fra tre giorni va in congedo siccome ho saputo che facevi l infermiere qui all ospedale cottolengo se vieni su ti insegno cosa devi fare, non esitai feci al tenente vengo subito, difatti mi insegno cosa e cosa non dovevo fare e presi in mano subito la situazione però dissi al tenente medico che dovevo fare anche la sentinella con tono dolce mi disse tranquillo mario da oggi le sentinelle non le farai mai piu non vi dico comero contento quel giorno me ne stavo in infermeria felice e contento sapevo fare il mio dovere specialmente a chi marcava visita però ho saputo farmi voler bene da tutti

 

Lavoravo in questo ospedale a pinerolo, nel periodo dei giorni di permesso quando ero militare venivo qui a dargli una mano, quando andavo dal primario a chiedere un grenbiule bianco per indossarlo per andare nelle corsie, mi diceva mario sei un alpino e per la quale puoi andare nelle corsie anche cosi sei sempre un nostro infermiere e mi fa piacere che tu venga a darci una mano anche perchè siamo pochi, ed io risposi a me fa piacere tornare sul posto dove ho gia lavorato,poi andai su in corsia appena mi videro i malati che avevo lasciato sono rimasti tutti stupiti dicendomi ecco e arrivato l alpino mario sempre al suo posto di guardia ero commosso rivedere loro gli infermieri i dottori tutti insomma erano contenti che ero tornato alla base anche se ero militare, cominciai subito a lavorare, a fare le punture le flebo prendere la febbre ai malati, poi andai in sala operatoria a preparare la roba per le operazioni ,, in quell istante entro il primario dell ospedale con i dottori infermieri e l anastesista, poi disse siamo pronti per operare.. mi rivolsi al primario e le feci guardi che e gia tutto pronto vado a finire in infermeria, se avesse bisogno mi chiami, lui gentilmente mi disse no mario oggi rimani con noi, bene dissi mi fermo, insomma li passavo i ferri al primario quando tutto era finito mi fece certo mario non hai perso la mano sei stato cosi rapido sembravi un treno, dissi al primario avere avuto un maestro come lei si puo arrivare in capo al mondo poi posso dire che mi ha insegnato tante cose che non sapevo però ho avuto lei come maestro anche se qualche volta mi rimproverava quando sbagliavo ma non mi sono mai arreso ho sempre ascoltato i suoi consigli poi si andò giù nella sala medici per scambiarci due parole poi io sono uscito per andare a dire al primario che andavo a casa a mangiare ma guarda caso, in quel momento entro il mio colonnello con suo figlio che sanguinava corsi subito verso il colonnello presi il bambino lo portai subito in sala medicazioni chiamai subito un medico che lo visito poi lo disinfetto la ferita gli mise la pomata,, il medico mi guardo e mi fece mario metti te la benda che devo andare via urgentemente feci certo dottore gli misi la benda poi lo riportai dal colonnello dicendogli che suo figlio era pronto e di riportarlo tre sei giorni il colonnello mi guardo e mi fece bravo mario sei veramente in gamba feci io e il mio mestiere dopo un po che parlavo col colonnello. usci il primario dicendomi dove vai a pranzo mario feci io penso dalla mia zia ho ritorno in caserma sono indeciso, il primario allora disse già che ce il tuo colonnello fermatevi qua e cosi si fece si andò tutti a tavola nel frattempo il primario e il colonnello si misero a parlare, io ero in fondo con i dottori e altri infermieri, a raccontarci le nostre avventure quando ero ancora borghese, ad un certo punto mi chiamo il colonnello e mi disse guarda mario ho parlato col primario siccome hanno bisogno di do il consenso di venire tutti i giorni però ricordati che sei sempre militare, e precisamente fai un servizio civile però quando entri in caserma per la decade mettiti la divisa, feci io si signor colonnello lo farò, poi abbracciai il colonnello e li diedi un bacio e poi ritornai al mio posto dicendo ai dottori e infermieri saro con voi per un bel po, mi risposero siamo contenti che rimani ancora con noi sei sempre stato un bravo ragazzo gentile cortese con tutti. ma quello che abbiamo notato in questi anni che hai lavorato con noi sei sempre andato dai malati col sorriso non ti abbiamo mai visto arrabbiato con nessuno feci io questo e stato l insegnamento del primario fin dal primo giorno mi diceva, quando entri in un ospedale a lavorare vai dai malati sempre col sorriso non farti vedere arrabbiato, perche loro lo vedono e capiscono sei fai questo bene se no non e lavoro per te. poi ci siamo messi a mangiare, siamo stati a tavola un bel po , dopo tutti assieme siamo andati a bere il caffè poi ognuno e andato a casa sua, pero io e il colonnello con suo figlio siamo andati a fare una passeggiata in centro, dopo mezzora il colonnello mi saluto e io andai da mia zia a fare la doccia, feci cena poi andai all ospedale aprendere servizio col medico di guardia... quel giorno non vi dico che felicità avevo
 

Quando giunse il giorno di fare questa benedetta puntura mi misi a ridere i miei commilitoni mi chiesero come mai ridi cosi tanto risposi poi vedrete, passo un po di tempo poi cominciarono a chiamarci uno ad uno, il primo entro poi usci, dopo pochi secondi casco giù in terra come una pera cotta feci ad un mio amico certo non sanno reggere nemmeno un semolino ma che soldati sono di panna il mio amico mi guardò e disse..ma te reggerai questa puntura feci io guarda che corazza ho io, sono robusto e forte perciò posso sopportare questo e altro il mio compagno si giro verso di me mi disse << mario non sottovalutare mai gli altri, perche potrebbe capitare anche a te certo dissi io per questo di do ragione non lo metto in dubbio, e intanto tocco il mio turno feci la puntura e tranquillamente usciii fuori , intanto guardavo gli altri e vedevo che qualcuno sveniva dicevo tra di me ma che soldati di pasta frolla sono questi e mi incamminai per andare allo spaccio a prendere un caffè incontrai il mio capitano feci il saluto mi fece riposo. poi mi domando hai sentito dolore dissi no capitano non feci nemmeno in tempo a finire la frase che cascai come una pera cotta in terra, mi portarono in infermeria, che dopo pochi minuti mi ripresi mi guardai attorno e vidi il mio amico, li feci avevi ragione di dirmi di non sottovalutare mai gli altri, che tanto capitava anche a me , per farla breve ho capito che non va mai preso in giro nessuno di chi sta peggio di me..questo mi e servito di lezione

 

Come grado, ero un semplice alpino. che qualsiasi cosa che mi chiedevano lo facevo volentieri, la mattina ero di servizio in infermeria, nel pomeriggio andavo a casa del colonnello a pulire il giardino e dare una mano a sua moglie a pulire casa, verso le quattro andavo a prendere suo figlio a scuola lo riportavo a casa, poi tornavo in caserma a prendere il mio lavoro in infermeria, finito il mio lavoro andavo a cena dalla mia zia che stava a pinerolo e stavo tutta la sera fuori, poi rientravo alle undici che poi cera il contrappello, dopo 2 giorni che andavo a casa del colonnello mentre ero a lavare i vetri, sua moglie mi disse senti mario mio marito l hai visto dico io da quando vengo qua a casa sua non lo ancora visto e non so nemmeno chi è lei allora mi disse guarda mario che te non te lo ricordi più ma lo conosci benissimo io a questo punto cominciai a riflettere per scoprire chi era ma non mi riusciva a capire chi era,.. verso le quattro vado a prendere suo figlio a scuola lo porto a casa quando sto per uscire mi fa la sua moglie fermati stasera ceni con noi perche il colonnello ti vuole parlare ok dissi alla signora ma e successo qualcosa di lei no mario stai sereno e traquillo la sera eravamo a tavola cera pure il colonnello che ogni tanto mi guardava poi ad un certo punto mi fa mario scommetto che te non mi riconosci piu dissi signor colonnello e tutto il giorno che ci penso ma non mi ricordo più, nel frattempo suo figlio mi fa senti mario ma non mi porti più in piazza darmi a giocare a pallone, allora avevo capito chi era allora mi alzai gli andai vicino . per salutarlo, ma mi misi a piangere lui mi calmo e mi disse le stesse parole che mi disse prima di partire militare mario un giorno ci possiamo ancora incontrare quella sera ero felice, pensando quando avevo 16 anni che lavoravo al ospedale cottolengo che il pomeriggio ero libero gli andavo sempre a dargli una mano ma non ho mai voluto niente sapendo che prima ho poi mi avrebbe aiutato mi faceva come un papa, passarono due mesi dopo di che ci fu il cambio del colonnello guarda caso arrivo lui alla berardi come ero contento la mattina si fece l alza bandiera appena finito passo fila per fila, quando arrivo da me mi disse mariolino, mariolino ti ho preparato una bella sorpresa per te, dopo aver passato tutte le file chiamo il capitano della mia compagnia e le disse mi porti mario nel mio ufficio, dopo un po mi porto entrai mi fece sedere e poi mi disse vedi mario all ospedale militare hanno bisogno di un infermiere eio per farti contento mando te, perche so che eri un bravo ragazzo ti sei sempre comportato bene, eri semplice il tuo lavoro lo sapevi fare non ti ho mai visto discutere e questo mi ha fatto piacere ecco perche ti voglio farti questo regalo dissi si accetto signor colonnello e il giorno stesso andai all ospedale militare a fare l infermiere col colonnello regina bravissimo uomo che tutti stimavano. 

 

circolo polare artico, febbraio del 66 ..... siamo arrivati qui il 2 febbraio del 1966 giornata splendida verso le 9 del mattino si montarono le tende e tutto l equipaggiamento da una parte ceravamo noi del b.t.g. alpini susa dall altra sponda cerano gli americani e francesi. quando si sistemo tutto ci lasciarono liberi fino al giorno dopo, poi io e altri 4 amici si monto su una gip e il tenente ci porto a norkap devo dire che sono dei bellissimi posti, poi si fece colazione, si giro un po per la citta' e dopo un oretta siamo tornati al campo base i miei commilitoni insieme agli altri, cominciarono a fare dei gruppi e si misero a cantare, nel frattempo venne il capitano. mi chiamo e mi disse mario devi venire con me. perché hanno bisogno di un infermiere urgente, e si entro nella base francese e americana avevano montato l infermeria il capitano mi presento ai medici francesi e americani il quale si fece subito amicizia, il mio capitano prima di andare via mi disse da oggi fino a quando non sono finite le manovre rimarrai qui insieme a loro, pero' quando sei libero puoi venire da noi gli feci va bene signor capitano e cosi fu. il fatto e che io non capivo ne la lingua americana e ne quella francese, ma meno male che cera un aiutante infermiere americano che lui mi spiegava il tutto quello che dovevo fare e capiva bene l italiano, venne poi l'0ra di pranzo, questo mi ha veramente colpito, avevano preparato nell' area una grandissima tavolata insomma si mangio tutti assieme italiani americani e francesi, mi sembrava una grande famiglia, finito il pranzo presero le chitarre e si misero tutti a cantare mentre loro ballavano e cantavano io e il mio amico aiuto infermiere con la gip si ando a nordkap a farci delle fotografie si stette fino alle sei del pomeriggio poi si torno alla base, si comincio a preparare i letti in infermeria, devo dire che sono scoppiato dalle risate con questo aiuto infermiere, ogni letto che faceva li faceva la battuta. si ceno e poi a dormire, ggia durante il giorno pensavo il freddo della notte. invece la notte stavo benissimo al caldo, avevo una stufa elettrica con cinque tubi incandescenti e due ventilatori dietro che mandavano l aria calda cosi passo la prima notte al circolo polare artico il giorno dopo presi il mio lavoro in infermeria e cosi passarono i giorni e arrivo marzo, .. il giorno 4 venne il mio capitano mi disse mi dispiace portarti via ma devi tornare in caserma perché il tenente medico l avevano trasferito e li non ce nessuno, quel giorno ero veramente triste, mi dispiaceva lasciare la Norvegia, in particolar modo gli americani e i francesi eravamo diventati grandi amici, mi spiego meglio gli americani mi facevano mangiare la cioccolata, i francesi mi facevano bere il cognac veramente buono e mi faceva tenere caldo, ma non era questo era proprio l' amicizia che avevamo. alle 10 ripartii per l' italia con le lacrime agli occhi. l aiuto infermiere e il capitano americano e il maggiore francese mi vennero a salutare dicendomi sti tranquillo mario un giorno ritornerai, nel frattempo suonarono l inno francese poi quello americano, quando arrivai davanti a quello italiano suonaroono l inno di mameli cosi ho lasciato la norvegia.

 

QUESTA E LA STORIA DI CRISTINE A TROMSO.......NEL LONTANO 1966 IN UN PICCOLO VILLAGGIO DI PESCATORI CERA UNA RAGAZZA DI 20 ANNI, IO ERO MILITARE, PER NATALE VENEMMO QUI A PASSARE LE FESTE CON GLI AMERICANI E FRANCESI E TUTTO IL MIO GRUPPO COMIMINCIA LA VERA STORIA DI CRISTINE, UN POMERIGGIO DEL 21 DICEMBRE MI INCAMMINAI IN UN SENTIERO, DA LONTANO VIDI UNA BELLISSIMA RAGAZZA E PIANO PIANO MI AVVICINAI, LE DISSI CIAO LEI MI RISPOSE IN ITALIANO CIAO LE FECI ALCUNE DOMANDE POI MI RISPOSE IN ITALIANO E MI RACCONTAVA CHE SUA MAMMA MORI E IL SUO PAPA ERA PARTITO IN GERMANIA PER LAVORO, OGNI TANTO LA VENIVA A TROVARE E LI PORTAVA QUALCHE SOLDO PER MANTENERSI E DOPO POCO TEMPO NON L' AVEVA PIU VISTO E SENTITO, CERCAI DI INCORAGGIARLA LEI MI GUARDO MI SORRISE, MI DISSE DOPO TANTI ANNI SEI LA PRIMA PERSONA CHE MI PARLA,, LI FECI IO COME MAI PARLI ITALIANO, MI RACCONTO CHE ERANO ITALIANI CHE SUA MAMMA MORI IN ITALIA E SUO PADRE LA PORTO CON SE IN NORVEGIA CHE AVEVA APPENA 8 ANNI, LA GUARDAI E POI LI DISSI CRISTINE HAI BISOGNO DI QUALCOSA MI DISSE DI SI IN TASCA AVEVO SOLO 50 CORONE LE TIRAI FUORI E GLI E LO DATI, CON LE LACRIME AGLI OCCHI MI DIEDE UN BACIO DOMANDANDO COME MI CHIAMAVO LE RISPOSI IO MI CHIAMO MARIO, LEI MI DISSE QUESTE PAROLE SEI VERAMENTE UN VERO SOLDATO, TORNAI AL CAMPO BASE DOVE ERAVAMO ACCAMPATI, RACCONTAI TUTTO AL MIO CAPITANO CHE IL GIORNO DOPO VENNE ANCHE LUI. IL GIORNO SEGUENTE SI RITORNO SUL POSTO DOVE L AVEVO VISTA E SI TROVOVO SEMPRE LI SEDUTA A GUARDARE IL MARE LA CHIAMAI E LE DISSI CRYSTIINE GUARDA CHI TI HO PORTATO OGGI IL MIO CAPITANO LI STRNSE LA MANO POI CI PORTO A CASA SUA MI SONO DATO UNO SGUARDO ATTORNO E VIDI CHE AL POSTO DEL LETTO AVEVA UN PAGLIERIGGIO PER DORMIRE NEL FRATTEMPO CHE LEI ANDO IN CUCINA LE DISSI AL CAPITANO SIAMO QUASI VICINO HA NATALE FACCIAMOCI UN REGALO METTIAMOCI A METTERE UN PO A POSTO LA CASA,, IL CAPITANO MI GUARDO CON UN SORRISO E MI DISSE LO FAREMO MARIO STANNE CERTO. IL GIORNO DOPO SI RITORNO A CASA DI CRYSTINE IL CAPITANO LA PORTO AL CAMPO BASE NOI SIAMO RIMASTI LI PER QUATTRO GIORNI A SISTEMARLI LA CASA SI MISE IL LETTO NUOVO SI MURO QUELLO CHE CERA DA MURARE SI IMBIANCO DENTRO E FUORI E LA CASA TORNO NUOVA,MA NON SI PORTO CRYSTINE A CASA RIMASE AL CAMPO CON NOI SI FESTGGIO IL NATALE ASSIEME TUTTI GLI FECERO I REGALI CHI LI DAVA I SOLDI CHI LE REGALAVA COPERTE LENZUOLA TUTTO IL FABBISOGNO PER UNA CASA, IL GIORNO SEGUENTE MI CHIAMO IL CAPITANO E MI DISSE MARIO SEI INNAMORATO DI LEI RISPOSI SIGNOR CAPITANO PIU CHE INNAMORATO FIN DAL PRIMO GIORNO MI SONO AFFEZIONATO MA DI SPOSARMI PER ME ERA TROPPO PRESTO 3 GIORNI DOPO SI PORTO CRYSTINE A CASA QUANDO VIDE LA CASA RIMASE ESTEREFATTA MI SALTO ADDOSSO AME E AL CAPITANO E CI BACIO PO CI FECE SEDERE E MI DISSE MARIO TI DEVO DIRE UNA COSA, FECI IO DILLA SENZA PAURA ALLORA MI FECE MARIO TE E IL TUO CAPITANO SIETE STATI VERAMENTE BRAVI IN TUTTO, MA CE UN ALTRA COSA CHE VOGLIO DIRTI, MI SONO INNAMORATO DI UN MILITARE AMERICANO, LA MIA RISPOSTA STAI TRANQUILLA CRYSTINE SONO CONTENTO CHE TU SEI FELICE PER TUTTA LA VITA MARIO NON TI DIMENTICHERA MAI STANNE CERTA MI SALTO IN BRACCIO DICENDO GRAZIE A TUTTI VOI CHE MI AVETE RIDATO LA VITA, GURDAI IL CAPITANO IN LACRIME E LE DISSI ABBIAMO FATTO UN OPERA GRANDIOSA PER QUELLA RAGAZZA.. L ANNO SUCCESSIVO PROPRIO IL GIORNO DI NATALE SI SPOSARONO IN QUESTO VILLAGGIO, E MARIO CERA LO ACCOMPAGNATA IO ALL ALTARE QUEL GIORNO E I NOSTRI SGUARDI NON FINIVANO MAI DI GUARDARSI DI GIOIA CHISSA QUEL GIORNO ERO FELICE, DI VEDERE LEI PIU SERENA CRYSTINE MI SEI NEL CUORE.......MARIO MUO

 

cuneuo 8 marzo 1966, partenza per roma per fare un corso di di c.a.r. azanzato. si parte la mattina verso le nove si monta sul treno, 2 classe scompartimento tutto per noi, il viaggio e stato bellissimo ci siamo divertiti tantissimo, ci siamo incamminati verso la caserma si chiaccherava del più e del meno, ad un certo punto si trovo una enorme fontana gli feci a i due miei amici, scusatemi ma ci fermiamo qui a fumare una sigaretta e cosi si fece. ci fumammo una sigaretta, poi ad' un certo punto il piu' imbranato io sottoscritto involontariamente levai le mani dove mi appoggiavo mi sono sentito tutto bagnato da cima a fondo ero cascato dentro meno male li vicino cera un bar mi sono andato a cambiarmi, questa fu la prima visita a roma. dopo un oretta di marcia si arrivo' alla caserma si entro dentro si fece chiamare l ufficiale di picchetto, con la quale ci fece assegnare le camerate e poi ci fece vedere le aule dove si svolgeva il corso. siamo stati dentro ala caserma quasi un ora per visitarla, dopo il tenente ci fece ragazzi se volete uscire andate pure siete liberi fino alle ore 11 poi rientrate perché domani inizia il corso e cosi si fece.....il mattino seguente si fece l alzabandiera poi tutti in aula ci fecero alcune domande e noi rispondemmo a tutte le domande correttamente, sembrava di essere in un aula giudiziaria, a tante domande che ci facevano invece ando' tutto bene cosi si andò avanti un mese dopo tre giorni ci dettero l attestato che eravamo passati tutti e tre, si riparti per cuneo felici e contenti, quando si arrivo lo stesso giorno i due miei amici partirono per aosta venni poi a sapere che volevano diventare tenenti, invece a me mi passarono caporale, per me era uguale ha essere ho non essere caporale. il giorno successivo parti per Pinerolo al b.t.g. alpini susa con la quale con tutti i miei difetti mi hanno fatto diventare un vero alpino e un vero uomo ......ci facevamo chiamare i tre moschettieri

 

Il 23 aprile montai per la prima volta alla polveriera di pinerolo il capo posto mi mise di guardia all ingresso tutto sembrava andasse bene, invece qualcosa andò storto verso l una e mezzo di notte venne il capitano manfredi, io involontariamente aprii il cancello mi guardo e sorrise dicendomi dammi il fucile, io gli lo detti, poi si fermo a parlare col capo posto dopo una decina di minuti il capitano andò via e venne il capo posto un infuriato gli chiesi come mai era cosi nervoso e mi racconto il fatto del cancello e del fucile. ad un certo punto mi disse domani quando smonti vai dal capitano manfredi, ma durante la notte pensavo mi hanno messo alla polveriera senza dirmi nulla cosa dovevo fare. la mattina smontato di guardia arrivati in caserma vado dal capitano manfredi. sempre con quel sorriso mi disse mario ti rendi conto di quello che hai fatto stanotte risposi signor capitano penso che abbia fatto il mio dovere disse ll capitano, primo non devi aprire il cancello a nessuno secondariamente devi dare l alto la parola d ordine e se non la dice sparare tre colpi per aria mi rivolsi al capitano gentilmente li spiegai che mi avevano messo al posto di uno che per quali motivi non e montato e mi hanno messo all improvviso senza darmi spiegazioni cosa fare e cosa non dovevo fare poi chiamo il capo posto non so cosa si sono detti perchè poi mi mando giu nel cortile sono stato ad aspettare il capo posto che poi venne giu e mi disse che il capitano mi dava ragione, poi dopo tre giorni mi insegnarono cosa bisognava fare quando fai la sentinella....

 

Qui il 1 di maggio del 66 mi e stato dato l alto valore di difendere e salvaguardare la nostra bandiera, dovevo stare sempre davanti al monumento di guardia non dovevo andare dietro facevo la sentinella 3 volte alla settimana e in caso di allarme io dovevo venire qua ho pioveva, ho faceva freddo, dovevo rimanere qui finche l allarme non finiva alle volte durava poco e volte 5, o 6 ore ma a me non importava del freddo, della pioggia , per me era il valore di salvare la bandiera e ne ero fiero di stare li. ogni tanto canticchiavo delle canzoni alpine, ma sottovoce che nessuno sentiva .poi ogni mezzora mi sedevo sui gradini, appena vedevo qualcuno mi alzavo, però ero sempre in allerta,,ricordo una mattina che pioveva fortissimo, mi si avvicino il colonnello e mi disse , vai un po dentro il bar a scaldarti quando smettera di piovere ritorni, guardai il colonnello e le dissi ho facci freddo ho ci fosse qualsiasi calamità finche non ho finito il turno salvaguardo sempre la nostra bandiera, e voglio essere un vero soldato del susa, prima di allontanarsi il colonnello mi fece il saluto e disse diventerai un grande alpino., difatti ho l onore di essere un grande alpino del susa, non voglio medaglie e ne patacche l unica cosa e rimanere un soldato semplice un alpino che sa difendere la patria la bandiera di essere fedele al grande susa che ha fatto di noi dei bravi e grandi alpini

 

Il mio viaggio in norvegia con la n.a,t,o siamo partiti il 19 di luglio del 66 alle 004 del mattino, ora con precisione non ricordo da quale paese siamo partiti, ricordo momentaneamente l arrivo a bergren bellissimo paese gente veramente gentile e cortese, specialmente con noi italiani, la nostra postazione era a cristian...sand verso il primo di di agosto ci hanno portato verso il circolo polare bellissimo mi ricordo che eravamo sulla collina dove cera un grosso mappamondo e una croce , su quella croce ho fatto la mia firma, poi mi fecero firmare sopra un grosso registro. ci scrissi oggi 1 di agosto l alpino mario muo ha varcato la soglia del circolo polare artico certo non potro mai dimenticare quelle notti dell aurora boreale fantastiche, vedere quei bellissimi colori volteggiare nel cielo.mi sembrava una favola. poi il sole a mezzanotte una cosa cosi non lo potro dimenticare. peccato che ci sono stato poco nemmeno un mese, ho dovuto rientrare per motivi di servizio comunque me la sono goduta abbastanza..anche perche da borghese sono ritornato in norvegia per lavoro sono rimasto per tre anni 68..69...70 posso dire che lo girata quasi tutta se non avessimo trovato gli esberg sarei arrivato al polo nord bellissimo posto. come tromso narvik troneim capo nord sono stato perfino in lapponia che meraviglia a casa ho ancora le corna di una renna e un dente di balena e un giubbotto invernale norvegese comunque la piu bella cosa e la natura un paradiso

 

Muli nelle camerate......una mattina di agosto successe un pandemonio nelle nostre camerate , io mi ero appena alzato vado giù e incontro dei miei commilitoni mi fanno mario vieni al bar a bere un caffè li feci si certamente mi rigiro e vedo nessuno sul piazzale per l alzabandiera li faccio ai miei amici come mai non ce nessuno per l alzabandiera mi risposero dicendomi che non cera, allora tranquillamente andiamo a fare colazione al bar della caserma dopo un po si usci nel piazzale a fumare una sigaretta in santa pace, poco dopo vidi un tenente della compagnia mortai si avvicino e ci chiese dove stavano gli altri gli altri gli feci signor tenente non so proprio dove siano so soltanto che non ce l alzabandiera gentilmente mi rispose si lo so grazie mario e lo vidi che andava nelle camerate, gli feci ai miei commilitoni ma cosa va a fare nelle camerate, mi risposero vedrai che che va a vedere se sono ancora in branda feci io siamo rovinati, mi misi a spazzare il piazzale, e vidi il tenente che tornava giù gli feci il saluto lui sorridente mi rispose gentilmente tranquillo mario puoi proseguire a fare il tuo lavoro, pero non ero tranquillo da me pensai qui gatta ci cova qualcosa non torna, allora di corsa andai nella camerata dopo un po un mio commilitone mi fa mario sara meglio che torni giù perchè fra poco ce il finimondo cosa feci prendo e vado giù non ci fossi mai andato una decina di muli salivano le scale non vi dico era tutto uno scorribanda ce chi andava giu poi tornavano su e questi muli che correvano per le camerate io mi aggrappai alla ringhiera delle scale e venni giù come un fulmine sto per avviarmi fuori mi sento sfiorare un calcio nel sedere mi voltai e vidi il mulo, non sapendo come fare mi sono nascoto dietro la macchinetta del caffè automatica dopo circa 20 minuti tutto si tranquillizzo,,,,,,,, alla normalità qui arriva il bello finito il militare vado in norvegia per lavoro sto tre anni nel 71 arrivo in italia e trovo lavoro a tirrenia guarda caso dopo un paio di mesi che ero li un giorno vado dal tabaccaio a comprare le sigarette e cera un tizio che mi guardava fisso, senza esitare li domandai come mai mi stava osservando mi rispose io a te ti conosco se non sbaglio te hai fatto il militare a pinerolo gli risposi si ero a pinerolo alla berardi perche mi fai questa domanda,.....mi rispose se vuoi sapere io sono il tenente che feci salire i muli nelle camerate ed io ma guarda guarda chi dovevo incontrare era diventato direttore dell hotel continental di tirrenia però ci siamo fatti due risate

 

Descrivendo roccia melone, fantastico, quando ero militare in ricognizione successe un fatto strano non so se definirlo un miracolo avevamo appena messo la tenda dietro la statua, poi io e il tenente ci siamo messi davanti alla statua per fare delle foto con la madonnina ma all improvviso venne giù un grosso temporale nel frattempo per reggermi misi la mano sui piedi della madonnina, il tenente vedendo la malparata mi disse mario togli la mano dai piedi della madonnina ci sono i fulmini in quell istante ne arrivo uno e io avevo sempre la mano ai sui piedi, mi sono visto la morte in faccia, il fulmine passo sopra la mia mano senza toccarmi e senza toccare la statua ne sono rimasto scioccato quasi un ora poi mi passo, guardai il cielo e dissi signora delle cime solo tu potevi salvarmi, poi sali vicino alla statua facendo il saluto e il tenente mi fece la foto che tuttora conservo ancora come ricordo questo mi sembra un messaggio ho un miracolo, un fatto accaduto il 18 di agosto del 1966, un pittore mi ha fatto un quadro con un piccolo paesino e la statua di roccia melone

 

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Vinadio, la mattina del 23 \ 10 \ 67 \..... siamo arrivati qui il paese si chiama nerraissa, tutto abbandonato << lo nominato paese fantasma, ma gia da bambino venivo qui in colonia, quello che cera di bello che d estate si riempie tutto di lavanda, e magari lo vedevo sotto un altra forma,,...siamo arrivati qua molto presto e ci hanno schierati tutti in fila in questo campo pieno di neve, ma per fortuna come vedete cera il sole, si fece l alzabandiera, poi ci lasciarono liberi, ma la cosa più assurda che feci io di aver lasciato il fucile sulla neve cosa successe che il tenente chiese chi conosceva vinadio, tutti zitti nessuno rispose, vedendomi tranquillo che fumavo la sigaretta il tenente mi fece mario che tu sappia conosci vinadio, risposi io gentilmente certo che lo conosco bene io per prenderlo un po in giro ho cominciato a dire...di la ce una fontana, giu in fondo ce la chiesa, e sulla sinistra ce una mulattiera che porta sulle montagne e questo e il paese che conosco bene, neraissa, il tenente un po sulle sue mi fece mario mi stai prendendo in giro, no tenente ha chiesto se conoscevo il paese e io gli l ho detto, un po infuriato mi disse non questo paese ma vinadio, mi girai davanti al ponte levatoio e gli feci,, signor tenente vinadio e qui vicino passata la fortezza ce vinadio lui subito ma ci voleva cosi tanto a dirmelo e sa tenente non avevo capito la domanda , poi ad un certo punto si andò al paese ha bere un caffè, si fece un giro per il paese si mangio in una trattoria, e si torno a neraissa a prendere posto in quella casa li davanti, ognuno si e preparato il posto per dormire, si fece cena poi si andò a letto meno male che li dentro faceva caldo, ma nel girarmi vidi i fucili guardai vicino al mio zaino il fucile non cera e facevo dentro di me dove ho lasciato il fucile, e non mi ricordavo piu che l avevo lasciato sulla neve, e mi sono addormentato, la mattina mi alzo prima degli altri faccio un giro e poi ad un certo punto mi accorsi che in mezzo alla neve cera una sigaretta, allora corsi a vedere se cera qualcuno magari fosse addormentato li, invece sorpresa ho trovato il fucile feci meno male tornai dentro lo asciugai bene bene e nessuno si e accorto di nulla ero da gaeta risparmiata dopo mezzora siamo partititi per andare a fare una marcia sui monti avevamo gia fatto 6 k.m. quando ad un tratto si senti a gridare aiuto aiuto come un lampo mi avvicinai sul luogo con un mio amico scena da brivido un turista era passato su un ponte non sicuro gli era rimasta la gamba intrappolata in mezzo ai legni del ponte feci al mio amico cerca di stare nel centro e avvicinati a lui io vado in acqua a vedere se riesco a spostare queste due travi e cosi feci presi un masso un po grosso e ho cominciato a picchiare finche uno dei legni si ruppe poi risali la riva corsi dal mio amico a dargli una mano a tirarlo fuori nel frattempo il tenente si accorse che noi non ceravamo e tornarono indietro per venirci incontro a vedere dove eravamo ci trovarono si il mio amico era stanco di stare chinato io non era la stanchezza ma ero bagnato da testa ai piedi poi un freddo cane sembravo una lastra di ghiaccio meno male che nello zaino avevo un altra divisa mi sono cambiato subito e mi sono ripreso la mia paura era il tenente avevo paura che ci punisse invece ci fece gli elogi, ma nel mio pensiero avevo la paura di quel torrente che mi trascinasse via da tanto correva veloce da quella valle ce stato un momento che sembrava che le gambe non mi reggessero più,invece con la forza del pensiero sono riuscito a reggermi, finito tutto questo il turista si e ripreso meno male stava bene e non si e fatto nulla e ha preso la sua strada. e noi siamo tornati alla base nel frattempo io mi sono messo seduto su una panchina e osservavo la montagna…

 

la naja << cosera la naia non era precisamente una vacanza ma neppure l inferno ....per un giovane era una esperienza un modo per mettere alla prova le proprie doti umane......la capacità di convivere con gli altri ricchi e poveri colti e no cittadini campagnoli montanari e marittimi ....per qualcuno era anche di staccarsi dalle gonne della mamma e diventare uomo, .....imparare che la vita non è comodità e che sacrificio, prima o poi tocca a tutti ...la naia insegnava che non sempre si può fare ciò che si vuole e che la propria libertà finiva dove cominciava quella del vicino di branda ....e via ..dicendo....questo ci ha reso dei veri uomini e dei veri alpini del susa, .....valorizzando tutto quello che ci anno insegnato durante i 15 mesi di naia.

 

L'adunata alpini........ogni tanto mi capita di dire con le persone più varie che sono un alpino, appena pronunciata la parola alpino mi accorgo che sul viso di molte persone appare un sorriso. un sorriso che è sempre simpatia e di grande stupore . ..dicono che saremo in cinquecentomila io ripenso allora a tutte le adunate vissute e rivedo quei fiumi di penne nere avanzare per la stessa strada di tante città....ci penso spesso perchè quella visione mi da una grande forza proprio nei momenti nei quali mi sento stanco e troppo piccolo per affrontare le grandi battaglie quotidiane. ...e mi chiedo quale sia il magnifico mistero che unisce cinquecentomila persone provenienti da ogni parte d italia ed anche all estero con vite diversissime tra loro in quelle sfilate favolose. ...cinquecentomila persone insieme con gioia viva con gli sguardi avanti con commozione forte con quella forza misteriosa dentro. quasi certamente non esiste un altro caso al mondo nel quale si trovano. ....ogni anno cinquecentomila persone che comunicano a tutti un bellissimo sogno ho pensato tantissime volte a quel sogno che mi aiuti a vivere senza paura e ho capito che forse quello quello più che un sogno è realtà, grande come un bellissimo sogno ,e la realtà formata da tante vite vissute operosamente con coraggio quotidiano ne compiere il proprio dovere nel ricordo grato di tutti gli alpini andati avanti magari nel compiere più del proprio dovere per esempio nelle numerosissime associazioni nazionale alpini che questo fanno nel silenzio discreto del da fare senza voler apparire,.... e queste vite quel sogno se lo portano appiccicato sul viso di ciascuno, nello sguardo sereno nel passato unico nell avanzare vicini e compatti, senza alcuna incertezza con il rumore di uno scarpone .....cinquecentomila alpini nel giorno del giorno della grande festa. ....poi si torna a casa, ma nessuno resta solo si torna a casa con quel segno appiccicato sul viso, .. con lo sguardo sereno, continuando a sentire la presenza dei compagni vicini e compatti nel suono di un unico scarpone a molti potrà sembrare strano , ..si torna a casa in cinquecentomila ma non ciascuno a casa sua , cinquecento mila a casa di ciascuno grazie a tutti gli alpini d italia che continuano a fare questa bellissima manifestazione dell adunata